Localizzazione: l’era dell’ingegneria linguistica è alle porte

di Daniela Corrado

La diffusione esponenziale dell’uso del web, delle nuove tecnologie e dei devices legati al wireless (telefoni cellulari, tablet, ipad, computer portatili, navigatori satellitari, ecc..) ha spalancato gli orizzonti della traduzione verso la localizzazione. L’adattamento di prodotti digitali ai mercati esteri consente, infatti, agli utenti di qualsiasi paese e nazione di avere accesso alle informazioni su quel determinato prodotto nella propria lingua e senza particolari difficoltà.

L’esempio più lampante è quello dei siti web: basta un clic e si può passare dalla versione italiana a quella francese, inglese, tedesca, ecc.  Ma oltre al testo scritto, in quelle pagine web, c’è molto altro da localizzare per permettere la corretta visualizzazione e indicizzazione del sito nei motori di ricerca dei paesi referenti: immagini, titoli, indirizzi, link, pulsanti, meta-data, ecc.

Il lavoro di localizzazione  richiede quindi perizia e attenzione, oltre alla conoscenza delle lingue straniere.

Le potenzialità di questo settore risiedono nella sua natura profondamente eclettica. Il localizzatore, infatti, non è soltanto un traduttore, ma è un professionista che ha dimestichezza anche con i codici, i principali linguaggi di mark up (xml, html), gli editor html e i CAT tool.

Localizzare significa essere  in grado di analizzare ciascun prodotto dal punto di vista linguistico rispettando, durante il processo di localizzazione, la tipologia, il layout e le funzionalità ipertestuali del prodotto originale, ma anche la cultura di riferimento in cui il prodotto localizzato andrà ad inserirsi.

Mettendo insieme conoscenze e competenze tecniche, editoriali  e linguistiche, il mestiere del localizzatore è senz’altro la professione del futuro.

All’estero si investe già tantissimo in questo settore emergente perché si è già compresa la sua immensa potenzialità: è indispensabile localizzare per garantire la comunicazione e la fruibilità dei prodotti nei paesi di tutto il mondo e per distribuire materiali e file ad un’ampia rete di stakeholder appartenenti a mercati linguisticamente e geograficamente molto distanti.

Si calcola che il processo di traduzione e adattamento dei software alle esigenze di specifici mercati esteri generi annualmente un giro d’affari compreso tra i 5 e i 10 miliardi di dollari. Si tratta quindi di un settore in fase di crescita continua e in indubbia espansione che per questo offre prospettive professionali vaste e interessanti.

Che altro dire?

L’era dell’ingegneria linguistica è alle porte, non ci resta che “flairer l’air du temps” e lavorare per farsi trovare pronti.

Noi cominciamo con un corso di introduzione alla localizzazione, fissato al 20 ottobre 2012 a Pisa, con Serena Menchise. Il corso è già confermato e restano pochi posti. Per chi volesse usifruire della tariffa ridotta c’è tempo ancora fino a domani (22 settembre), incluso. Info a stl.formazione@gmail.com

 

 

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