Un focus sul Pisa Book Festival 2012

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Amo l’aria che si respira in occasione di questi eventi, in particolare quando si svolgono nella mia città, perché conosco i volti degli operatori, so quasi tutto del lavoro e dell’impegno profuso… perché se ne parla prima, durante e dopo i giorni fatidici. E’ proprio tutto questo parlare – i progetti, le aspettative, il lavoro duro e la soddisfazione dopo la fatica –  a rendere indimenticabile per me un evento che forse non ha ancora la popolarità di altri, ma che mi appartiene profondamente per “territorialità”.

Il Pisa Book Festival è cresciuto ogni anno grazie all’entusiasmo di chi sta dietro le quinte. Tanto è stato fatto e tanto è ancora da fare, ma la grande affluenza di pubblico è senz’altro un buon segnale.

Lascio la parola, anzi la penna (virtuale), a Daniela Corrado, con la quale ho condiviso gli incontri sulla traduzione organizzati e coordinati da Ilide Carmignani. Daniela ha scritto un resoconto articolato sui vari appuntamenti cui ha partecipato, trovate qua il suo punto di vista. Buona lettura, Sabrina

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